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Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per l’Oncologia

 
Lunedì, 04 Dicembre 2017 12:10

Inaugurata la scultura "Le fonti della Ricerca"

È stata inaugurata sabato 2 dicembre, dopo il recente restauro, la scultura “Le Fonti della Ricerca” realizzata tra il 1990 e il 1991 dal Maestro Arnaldo Pomodoro e installata nel piazzale antistante il Padiglione IST Nord dell’Ospedale Policlinico San Martino. 

Oltre ai vertici del Policlinico, presenti alla cerimonia Leonardo Santi, già Direttore Scientifico dell’Istituto Tumori di Genova, committente dell’opera e il critico d’arte Luciano Caprile.

«L’arte va preservata e valorizzata; un’organizzazione, una società che non riconosce il bello in un’opera d’arte, che non cerca di difenderla dalle ingiurie del tempo, che non ne promuove i valori presto decade. E’ con questo spirito, con il desiderio di valorizzare l’opera e il messaggio di un grande artista contemporaneo che l’Ospedale Policlinico San Martino, con il generoso supporto della Fondazione BPL-Banco di Chiavari (Gruppo BPM), ha deciso di sostenere l’impegno di restaurare “Le Fonti della Ricerca”, l’unica opera di Arnaldo Pomodoro presente a Genova. Un messaggio di incoraggiamento e di rilancio per la nostra organizzazione» ha dichiarato il Direttore Generale Giovanni Ucci.

L’opera si presenta come un blocco triangolare percorso al centro da una enorme spaccatura (ripetutamente e profondamente incisa dai suoi caratteristici crittogrammi) che sembra sul punto di dissolvere lo stesso blocco. Afferma l’artista: “Può essere poeticamente letta come simbolo del ‘volo nello spazio’ della ricerca e della libertà assoluta dell’immaginazione. È collocata su un piano d’acqua che ha la funzione di rappresentare un legame ideale con il principio e il fondamento della vita e di attivare il senso del movimento in un gioco di riflessi e di contrasti”. Nella sua proiezione verso l’alto esprime “la tensione di esplorare le frontiere dell’ignoto e di spostare sempre più in avanti il limite della conoscenza”.

Questo bronzo di struttura piramidale rientra nella logica dei suoi solidi geometrici dove la levigatezza delle pareti contrasta con l’intima corrosione: è un concetto che si estende alle “sfere”, ai “dischi”, alle “colonne”, alle “spirali” e così via.

Realizzato da Agostino Ragusa, l’intervento di restauro ha richiesto due settimane di intenso lavoro. In un primo momento, con apposite spazzole, sono stati rimossi parte delle porosità e l’ossido, oltre a calcare e altri residui presenti. Nei passaggi successivi è stata utilizzata una pasta lucidante ed è stata messa in evidenza la firma dell’artista, prima di giungere al processo di decapaggio che ha portato alla luce la brillantezza originale.

L’ultima fase, necessaria per proteggere la scultura, ha previsto l’applicazione di un trasparente bicomponente per favorire la conservazione migliore dell’opera.

 

 

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