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              Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico

Neonato appena nato

Il contatto pelle a pelle alla nascita 

“Mettere i neonati in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario”. Punto 4 del decalogo Unicef - Oms sull’allattamento al seno

Nei momenti immediatamente successivi alla nascita, i neonati passano attraverso quella che viene definita “fase di transizione”, durante la quale avvengono importantissimi cambiamenti funzionali e anatomici. In questa fase il ruolo materno è fondamentale.

L’adeguatezza del passaggio all’ambiente extrauterino dipende anche dalle cure e dalle attenzioni che vengono rivolte alle mamme e al bambino dopo la nascita.

Sostanziale è il contatto con la pelle materna

Scrive F. Leboyer: “E lo posiamo direttamente sul ventre materno. Quale luogo più adatto per ricevere il bambino? Il ventre della donna ha la forma, la misura esatta del bambino. Convesso poco fa, ora concavo, sembra in attesa, come un nido. Inoltre, il suo tepore, la sua elasticità, il fatto che salga e scenda secondo il ritmo della respirazione, la dolcezza, il calore vivo della pelle, tutto lo rende il luogo per eccellenza dove deporre il neonato”.

I suoni familiari, gli odori, il sapore e il calore della pelle aiutano il bambino a sapere di essere al sicuro e protetto. Così inizia più facilmente a respirare, a mantenere la giusta temperatura e impara istintivamente a succhiare nel modo più efficace come dimostrano studi medici condotti su questo specifico aspetto.

Oltre a essere essenziale al momento della nascita, il contatto pelle a pelle è importante per tutta la vita del bambino, in particolare nei primi mesi. Il neonato, infatti, necessita del contatto con la propria madre per molto tempo; il tocco materno gli dà sicurezza, lo conforta e, spesso, può essere un buon modo per tranquillizzare il suo pianto.

Quali sono i vantaggi e i benefici del contatto pelle a pelle? Vediamoli insieme:

  • Il bambino riconosce la madre:in gravidanza scopre le caratteristiche della sua mamma, attraverso lo sviluppo degli organi di senso (olfatto, udito, gusto, tatto e vista) e con l’avanzare delle settimane si adatta ad esse e le percepisce sempre più familiari. Nel momento in cui nasce, perde i riferimenti. Percepire, però, l’odore e il gusto della pelle della sua mamma attraverso il contatto Skin to Skin lo rassicura e lo aiuta nella fase di adattamento al nuovo mondo.
  • La mamma riconosce il suo cucciolo: il mondo animale ci insegna come anche la madre debba riconoscere il suo bambino. Seppur nella specie umana questo atteggiamento istintivo sia ridotto, ogni donna deve riconoscere il suo cucciolo. Questo può avvenire solo attraverso l’olfatto, lo sguardo, l’udito e il tocco tra la pelle dei due.
  • La mamma riscalda il neonato: ogni bambino, in utero, si forma e cresce a 37 °C circa, ovvero la temperatura corporea della mamma. Nel momento in cui nasce si trova in un ambiente per lui freddo. La madre, attraverso il contatto, può trasmettere tutto il calore che possiede a suo figlio.
  • La madre contiene: durante le settimane di gravidanza, il bambino viene costantemente abbracciato dalle pareti dell’utero; questo contenimento lo rassicura, lo protegge dall’esterno e lo riscalda. Alla nascita, il bambino scopre l’ambiente aereo che non può accoglierlo e abbracciarlo e il contatto pelle a pelle permette di contenere il bambino e di rassicurarlo, ricreando l’abbraccio delle pareti dell’utero che non ci sono più.
  • La madre e il bambino si scambiano amore: la nascita è uno degli eventi più emozionanti della vita, sia per la mamma e il papà, sia per il bimbo; tutte queste emozioni vengono trasmesse attraverso lo sguardo, il respiro e il pianto, ma soprattutto attraverso il contatto pelle a pelle; il tatto, infatti, è uno dei sensi più arcaici che abbiamo e quello più legato ai sentimenti.
  • Con il tocco la mamma e il bambino comunicano: il contatto fisico tra due persone crea una forma di comunicazione molto forte, spesso non esprimibile a parole. Con lo Skin to Skin la madre può comunicare con il suo bambino, che può fare la stessa cosa con lei.
  • Favorisce l'allattamento al seno: il bambino appoggiato al corpo materno può entrare immediatamente a contatto con il seno e iniziare spontaneamente ad attaccarsi. Alcuni studi dimostrano come il neonato, subito dopo la nascita, sia in grado di muoversi da solo sul ventre materno e di raggiungere il capezzolo.

A informare su questa opportunità possono essere il ginecologo negli incontri pre-nascita, l’ostetrica nei momenti di preparazione al parto o il neonatologo durante la compilazione della cartella neonatale. 

L’Unità Operativa di Neonatologia dell’Ospedale Policlinico San Martino incoraggia la pratica del contatto pelle a pelle qualora le condizioni di sicurezza ostetriche, neonatologiche e organizzative lo permettano, per tutti i parti vaginali di neonati a termine.

Il clampaggio del cordone ombelicale avviene dopo almeno 60 secondi dalla nascita a meno che il neonato non necessiti di assistenza immediata o presenti fattori di rischio.

Subito dopo il clampaggio del cordone e la sua recisione, il neonato viene rapidamente visitato dal neonatologo, vengono prese le misure (peso, lunghezza e circonferenza cranica) e quindi viene restituito alla madre senza essere lavato per favorire il riconoscimento olfattivo del liquido amniotico.

Il neonato è posto sul ventre materno, con la testa tra i seni, gli occhi all’altezza dei capezzoli, coperto da lenzuolino e copertina caldi, eventualmente con un cappellino che può essere inserito dalla mamma nel corredino.

Nelle successive due ore (quelle definite “periodo post partum”) il personale sanitario presente nell’area nascita controlla il benessere del bimbo: la corretta posizione per evitare ostruzione delle vie aeree, l’attività respiratoria, la temperatura, il comfort della mamma.

E’ molto importante che la mamma non sia lasciata da sola e che non si distragga. È fortemente sconsigliato l’uso del cellulare. Non solo perché questo è un momento speciale, che vale la pena di godere pienamente, ma anche perché è fondamentale essere attenti al fatto che il bimbo respiri bene e abbia un bel colorito. In caso di necessità bisogna subito avvisare il personale sanitario. Terminato il “post partum”, subito prima che la madre venga accompagnata nel reparto di degenza, viene fatto il primo bagnetto e sono praticate le profilassi oftalmica e antiemorragica.

Allattamento al seno 

Gli esperti sono d’accordo nel ritenere il latte materno il miglior alimento per i neonati, in quanto è in grado di fornire tutti i nutrienti di cui hanno bisogno nella prima fase della loro vita, come per esempio certi acidi grassi polinsaturi, proteine, ferro assimilabile. Inoltre, contiene sostanze bioattive e immunologiche che non si trovano nei sostituti artificiali e che invece sono fondamentali sia per proteggere il bambino da eventuali infezioni batteriche e virali, sia per favorire lo sviluppo intestinale.

Anche per la madre l’allattamento al seno ha delle ricadute positive: accelera la ripresa dal parto e l’involuzione dell’utero e riduce il rischio di emorragia e mortalità; riduce la perdita di sangue, contribuendo così a mantenere il bilancio del ferro; prolunga il periodo di infertilità post parto; favorisce la perdita di peso e il recupero del peso forma; riduce il rischio di cancro della mammella prima della menopausa e il cancro dell’ovaio; riduce il rischio di osteoporosi.

Tutti i bambini dovrebbero essere allattati esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita (24 settimane). Secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, dell’Unicef e dell’Unione Europea, recepite anche dal Ministero della Salute, l’allattamento al seno dovrebbe poi continuare per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino.

Per saperne di più consulta la guida Mamma che latte! del Ministero della Salute

CAMPAGNA ALLATTARE AL SENO – UN INVESTIMENTO PER LA VITA 2016

 

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